sabato 13 dicembre 2008

Rieccomi

Causa della mia assenza: nessun collegamento ad internet da casa!

martedì 1 aprile 2008

E SI AVVICINANO LE ELEZIONI...

VOTO IL MIO FUTURO

Inaffidabilità, distanza, scetticismo, sentimenti questi che prevalgono nell’opinione di una grande fetta di giovani al pensiero della parola “politica” e del mondo che gira intorno ad essa. Le nuove generazioni non hanno più fiducia nella politica e nelle istituzioni. La causa? L’incertezza e il precariato reso da chi ci ha governato nel corso degli anni. Un tempo c’erano i ragazzi che si affidavano ai partiti per trovare risposte ideologiche, oggi la “sordità politica” ostacola le proposte del futuro di se stessa. Gli ideali che hanno accompagnato le generazioni precedenti non sono scomparsi ma predominano luoghi comuni del tipo “ i politici sono tutti ladri e corrotti”; la politica è “venduta” come una cosa che non appartiene alla società, che non ha o aveva come fine ultimo il “bene comune”. Molti si ricordano dei giovani solo durante le campagne elettorali e non facilitano l’avvicinamento, la passione di un giovane ma creano una sofferenza per la lentezza dei meccanismi e dei tempi politici. La passione, l’interesse, la dedizione non vengono tenuti in conto.
Le sole promesse non bastano per recuperare quel 69% di disinteressati alla politica,
(dato emerso da alcuni recenti sondaggi), di annoiati e diffidenti. Gli scandali, i giochi di potere, l’opportunismo di molti offuscano l’onestà di quei politici che credono realmente in una funzione perché no anche educatrice dell’antica arte del governare.
Il fenomeno dell’antipolitica, (se ne è parlato tanto ma adesso c’è la falsa sensazione che il polverone sia svanito), non è altro che l’estrema conseguenza di questa disaffezione, di questa generazione che stenta ad affacciarsi alla società civile.
La nuova moda è decidere l’appartenenza a un partito compilando pratici test su diversi siti internet che propongono l’identikit perfetto dell’uomo di destra, di sinistra o di centro. Ma dov’è finita l’ ideologia? Ne esiste ancora una e se esiste si può recuperare?
Quale soluzione allora? Quale consiglio sincero ai politici? Ascoltare, accogliere, valutare le proposte, i bisogni reali di un giovane che approda nel mondo del lavoro, le ragioni di un ragazzo disincantato. La politica deve occuparsi di ciò che pensiamo perché il rischio è l’acuirsi della distanza tra i due mondi lontani ma estremamente bisognosi l’uno dell’altro. È necessaria una svolta, un cambiamento. I soliti e già noti volti della politica nazionale dovrebbero intendere che il ricambio generazionale è vitale per la vita stessa della politica. Le promesse non bastano, soprattutto quelle non mantenute. I progetti devono essere trasformati in realtà e forse saper tener fede alla parola data in tutti i campi deve essere una priorità. E ai giovani un consiglio; ritrovate l’ideologia, interessatevi. Le “energie” nuove sono il futuro.

mercoledì 20 febbraio 2008

VIETATO IL BLUETOOTH IN METRO CAUSA CORTEGGIAMENTI

Ecco un'altra da Teheran...


Teheran, 20-FEB-08 11:58 - (Aki) - La società che gestisce la metropolitana di Teheran ha deciso di impedire ai giovani di comunicare tra di loro con il telefonino utilizzando la tecnologia bluetooth. Grazie a questo protocollo e' infatti possibile raggiungere dispositivi posti nelle vicinanze senza il bisogno di conoscere il numero degli utenti.
Cosi' il 'toothing' - come e' stato ribattezzato nel mondo anglosassone - e' diventato un sistema per provare ad abbordare i propri compagni di viaggio: da tempo anche a Teheran i giovani, che nella metropolitana sono costretti a viaggiare separati divisi per sesso, utilizzano il toothing per conoscersi e fissare appuntamenti. Ma tutto questo rischia di finire: presto, ha detto il portavoce iraniano, installeremo nelle vagoni della metropolitana speciali apparecchi che impediranno l'uso del bluetooth.




La notizia fa sorridere ma è una violazione della libertà a tutti gli effetti.

martedì 19 febbraio 2008

CANE, ANIMALE IMPURO PER L'ISLAM

La legge in Iran, si sà, è assai strana ma credo che nessuno (noi occidentali intendo) sappia ancora che è vietato portare a passeggio il proprio cane. Leggete cosa è accaduto a un'amante del miglior amico dell'uomo.


SETTANTENNE PORTA A SPASSO TRE CANI AL PARCO, 30 FRUSTATE
(ANSA)

TEHERAN, 19 FEB - Un uomo di 70 anni e' stato condannato a 30 frustate e a quattro mesi di reclusione in Iran perche' portava a spasso i suoi tre cani in un parco pubblico, creando in tal modo ''paura'' tra la gente. Lo scrive oggi il
quotidiano 'Iran'.
Il cane e' un animale 'impuro' per l'Islam. Nell'ambito di una campagna moralizzatrice lanciata dalla polizia iraniana a partire dell'anno scorso, sono stati sanzionati non solo donne considerate troppo scoperte o giovani maschi che sfoggiavano un taglio di capelli all'occidentale, ma anche persone che portavano a spasso i loro amici a quattro zampe.
Il fatto riferito ora dal giornale e' avvenuto a Shahr-e-Rey, un sobborgo popolare a sud-est di Teheran. Alcuni abitanti della zona si erano recati alla polizia per protestare contro la presenza nel parco dei tre cani nelle prime ore del mattino, quando molte persone erano impegnate nello jogging o in altri esercizi fisici. Qualcuno avrebbe riferito che uno degli animali aveva anche morso alla gamba un bambino.
Gli agenti hanno quindi arrestato il proprietario dei cani, che e' stato processato e giudicato colpevole di ''disturbo dell'ordine pubblico'', con la relativa pena corporale e alla reclusione.
(ANSA).


19-FEB-08 13:17 NNNN

giovedì 14 febbraio 2008

BOICOTTANDO I GIOCHI OLIMPICI IN CINA...

DARFUR: E'ORA DI FERMARE IL GENOCIDIO

In vista dei prossimi giochi olimpici, la Cina riceve critiche in qualunque ambito. Dopo le provocazioni mosse dagli atleti per l'eccessivo smog, ne arrivano altre legate ad uno dei più seri problemi che il mondo non attenziona: la situazione nella regione del Darfur in Sudan.

Oggi il quotidiano britannico, Indipendent, ha pubblicato
in prima pagina il testo integrale della lettera inviata nei giorni scorsi al Presidente cinese Hu Jintao da otto Premi Nobel del mondo, 13 atleti
olimpici e 46 parlamentari, insieme a celebrità come Mia Farrow e
la leggenda dell'hip-hop Russell Simmons.

Nella lettera si critica il sostegno garantito dalle autorità cinesi a Khartoum,
"che continua a compiere atrocità contro il suo popolo", e si
chiede a Pechino di intervenire per porre fine al conflitto.

Anche i Premi Nobel ritengono che la Cina "debba assumere un ruolo
speciale nel garantire che quest'anno le sue azioni siano in linea
con gli ideali olimpici di pace e di cooperazione internazionale,
in vista delle prossime Olimpiadi di Pechino del 2008".
La Cina acquista circa i due terzi del greggio
sudanese e vende armi a Khartoum, molte delle quali utilizzate
nel conflitto in Darfur, che ha causato almeno 200.000 morti e
oltre 2,2 milioni di profughi e sfollati.

Nel suo intervento, Mia Farrow elenca una serie di misure che
Pechino dovrebbe avviare verso Khartoum:
. fornire subito metà degli elicotteri da trasporto di cui ha bisogno la missione di
pace dell'Onu (Unamid);
. sostenere l'adozione di misure punitive contro funzionari di Khartoum, come le sanzioni Onu, fino a quando non verranno ripristinate pace e sicurezza in Darfur;
. sospendere la cooperazione militare con il regime di Khartoum;
. infine, collaborare con Stati uniti, Francia e Regno Unito in un
quartetto di sostegno per l'azione dell'Onu e dell'Unione
africana in Darfur, nel Sud Sudan e in Ciad.

Due giorni fa, il regista Usa Steven Spielberg ha annunciato la
decisione di sospendere la sua collaborazione artistica con la
Cina per i Giochi Olimpici, accusando Pechino di non esercitare
sufficienti pressioni su Khartoum per porre fine al conflitto.
Ma Spielberg ha boicottato la Cina anche per altre ragioni:
. le condanne a morte senza processo;
. i giornalisti, gli avvocati e i giudici incarcerati;
. le persecuzioni delle minoranze etniche e religiose;
. le restrizioni alla libertà di parola.

Il regista statunitense ha parlato anche delle cinquecentomila bambine che
ogni anno non nascono perchè sono femmine e se riescono a sfuggire all'aborto vengono soffocate, appena uscite dal grembo materno, in un secchio d'acqua.

martedì 5 febbraio 2008

LE MORTI MISTERIOSE...

Nelle carceri iraniane vige la tortura. L'Iran non è un paese molto lontano dall'Italia ma certe situazioni appaiono inconcepibili per il nostro modo di pensare. E'vero, siamo un paese occidentale, democratico e laico, ma fino a che punto la comunità internazionale potrà rimanere impassibile di fronte a tali atrocità? Intanto qualcuno si dà da fare...

IRAN: NOBEL EBADI DENUNCIA MORTI E TORTURE IN CARCERE


(ANSA) - TEHERAN, 5 FEB - L'avvocatessa iraniana Shirin
Ebadi, Premio Nobel per la Pace nel 2003, ha denunciato oggi in
una conferenza stampa la morte in carcere di cinque persone a
partire dal 2003, chiedendo che venga appurata la verita' su
questi decessi e che ''si metta fine a questo trattamento dei
detenuti''.
Le cinque persone morte sono la giornalista iraniana-canadese
Zahra Kazemi, nell'estate del 2003, lo studente Akbar Mohammadi
e l'attivista Valiollah Feiz Mahdavi nel 2006, la giovane donna
medico Zahra Bani-Yaqub, arrestata l'autunno scorso per essere
stata sorpresa in un parco in compagnia del suo ragazzo, ed
Ebrahi Lotfollahi, uno studente curdo arrestato dai servizi
d'Intelligence in gennaio e deceduto alcuni giorni dopo.
Le autorita' hanno spiegato le morti degli ultimi due,
entrambi di 27 anni, con la tesi del suicidio, ma i familiari,
presenti alla conferenza stampa odierna, rifiutano questa
versione. Lotfollahi, tra l'altro, e' stato sepolto in una tomba
che e' stata coperta con il cemento prima ancora che i congiunti
fossero avvisati della morte.
''E anche se si trattasse veramente di suicidi - ha affermato
la Ebadi - che cosa hanno fatto loro per spingerli a questo?''.
L'avvocato Abdolfattah Soltani, anch'egli incarcerato per
sette mesi tra il 2005 e il 2006, ha affermato che ''molti
detenuti sono condannati a porte e chiuse e molti muoiono sotto
tortura''. ''Se le cose non cambiano - ha aggiunto - assisteremo
ogni giorno a casi di omicidio, tortura e suicidio''. (ANSA).

ZC
05-FEB-08 12:00 NNNN

giovedì 31 gennaio 2008

Se in Italia agissero così... Leggete l'assurdità di questa legge iraniana.


IRAN: GIOVANE RISCHIA PENA DI MORTE PER AVER BEVUTO ALCOLICI, E' LA QUARTA VOLTA =
IL CODICE PENALE DI TEHERAN PREVEDE PENA CAPITALE PER CHI CONTINUA
A BERE ALCOL DOPO TRE TENTATIVI DI RECUPERO




Teheran, 31 gen. - (Aki) - Pena di morte per aver bevuto alcolici. E' quanto

rischia Mohsen, un giovane di 22 anni arrestato per quattro volte in stato di

ebrezza. Secondo quanto riporta il quotidiano iraniano 'Etemad Melli', una

sezione del tribunale penale di Teheran sta dibattendo la richiesta di pena

capitale per il ragazzo. Le prime tre volte che fu fermato in stato di

ebrezza, Mohsen venne condannato a subire frustate. Con il quarto arresto,

invece, il tribunale lo ha riconosciuto come ''bevitore incallito e

incorregibile''.

L'articolo 179 del Codice penale islamico in vigore in Iran

punisce con la pena di morte chiunque, dopo tre tentativi di recupero,

continui a fare uso di bevande alcoliche. Jalil Jalili, procuratore che ha

chiesto la pena di morte per Mohsen, avverte che, ''con il nuovo sistema

informatizzato, i recidivi non hanno più scampo''.

(Rah/AKI)

31-GEN-08 15:34



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